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IL
TETTO
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Il corretto
isolamento della
copertura di un edificio è essenziale per
l'efficienza energetica e per il confort degli spazi abitativi
durante tutto l'anno:
In inverno, per
la sua posizione, tende a disperdere più facilmente il calore
degli ambienti interni in estate, riceve la massima radiazione
solare giungendo a temperature superiori ai 70°C !
Nel progettare
una copertura occorre fare molta attenzione sia alla tipologia
costruttiva scelta (a falde oppure piano, tetto "leggero" in
legno o tetto "pesante" in latero cemento) che alla quantità e
qualità degli elementi e dell'isolamento termico.
Sottotetto
non abitato. Nel caso di un sottotetto non abitato è utile
che l'isolamento termico venga posto sopra il solaio di
calpestio, limitando il volume dei locali scaldati durante il
periodo invernale, e non solo sulla copertura che porterebbe a
scaldare per conduzione un volume disabitato.
Sottotetto
abitato. Nel caso di un sottotetto abitato è fondamentale
prestare molta attenzione alla qualità costruttiva del tetto:
esso durante le stagioni fredde dovrà conservare il calore
prodotto dal sistema di riscaldamento evitando inutili perdite
dovute allo scarso isolamento ed alla cattiva tenuta all'aria
della struttura stessa.
Ma non solo: in
estate il tetto dovrà anche essere in grado di garantire quello
che viene definito lo sfasamento termico, ovvero un periodo di
tempo (almeno una decina di ore) entro il quale il calore del
sole attraverserà l'involucro per arrivare agli ambienti
interni. Questo sfasamento permetterà in estate di ricevere il
calore passivo della massa della copertura nelle ore notturne,
quando si è verificata l'inversione termica (la temperatura
esterna raggiunge il minimo ed è inferiore a quella interna), e
potrà essere smaltito areando i locali.
Per conseguire
questi semplici risultati la copertura dovrà essere sufficiente
"massa", ovvero dovrà essere costituita da un materiale
costruttivo e da isolanti che abbiano una buona densità in kg/mc.
La massa ed il peso garantiscono sia un buon isolamento acustico
che un corretto sfasamento termico, questo unito a bassi valori
di trasmittanza consente di massimizzare il comfort estivo e
invernale.
Tetto
ventilato. E' utile che tra il manto di copertura (tegole) e
la massa isolata del tetto ci sia una intercapedine libera che
consenta:
la dissipazione
del calore delle tegole (in estate è molto rilevante) tramite la
ventilazione, evitando che venga direttamente trasmesso alla
massa.
La
trasmigrazione del vapore acqueo naturalmente presente negli
ambienti interni e abitati del sottotetto.
Per rendere
possibile la ventilazione sono necessari: una pendenza adeguata
al tetto, una linea di gronda aperta, il colmo del tetto aperto,
ed uno spessore nell'intercapedine di almeno 6 cm. , non
interrotto da strutture trasversali. Per evitare ristagni e
consentire la trasmigrazione del vapore acqueo è consigliabile
utilizzare elementi isolanti naturali e guaine in polipropilene
o carte da tetto che siano impermeabili all'acqua ma permeabili
al vapore.
I materiali
sintetici hanno un grande potere isolante ma per contro sono
solitamente poco permeabili al vapore. Quindi, dopo diversi
anni, è possibile che fi formi un accumulo di condensa nella
copertura, con conseguenti danni al tetto e vanificando
l'isolamento.
Permeabilità
all'aria. La ventilazione deve essere ovviamente solo
esterna alla massa isolata del tetto. La copertura deve essere
il più possibile a tenuta d'aria, così come l'edificio in
genere: ovvero tutti gli elementi costruttivi sia leggeri
(travi, materiali legnosi, isolanti), sia pesanti (mattoni,
muri, solai) che gli impianti (elettrici, idraulici, antenne tv,
etc.), devono essere a tenuta d'aria. Normalmente tra un
ambiente interno ed un ambiente esterno c'è sempre una naturale
differenza di pressione atmosferica. Questa, insieme alle
normali brezze ed alla differenza di temperatura che normalmente
esiste sia in inverno che in estate tra interno ed esterno (in
inverno la differenza può superare i 20°C !), genera molti moti
d'aria calda e fredda che tendono a premere sull'involucro
dell'edificio o del tetto cercando la via di fuga, i cosiddetti
spifferi.
Blower door
test. Dal punto di vista termico gli spifferi sono fughe
d'aria calda interna che viene soffiata via o aria esterna
fredda che ci penetra in casa. Queste perdite che sono
quantificabili attraverso un test di tenuta all'aria (il Blower
Door test), che consente di determinare la quantità d'aria calda
dispersa verso l'esterno e i punti precisi dove avviene lo
"spiffero", permettendo di intervenire per chiuderli.
E' da
sottolineare che attraverso gli spifferi ci sono solo perdite di
energia e non avviene alcun ricambio d'aria ! La quantità d'aria
definita per legge nelle abitazioni è di 0,5 volumi/ora, ovvero
con quella meccanica (sistemi di ventilazione controllata) la
metà del volume d'aria degli ambienti.
Le perdite
d'aria dell'involucro termico hanno anche lo svantaggio di
portare con sè l'umidità contenuta nell'aria in ambiente, che
trasmigrando attraverso le fessure ed i ponti termici condensa e
contatto con una superficie fredda formando un ambiente umido su
cui con il tempo possono proliferare le muffe e generarsi un
lento ed inesorabile deterioramento dei materiali in
costruzione. E' da tenere presente che muffe e marcescenze
determinano anche una cattiva ed insalubre qualità dell'aria
danneggiando la salute.
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Coperture.
Le possibilità sembrano
infinite quando si tratta di tetti.
La
copertura, o più comunemente tetto, ha la funzione di definire
la parte superiore dell’edificio e di preservare l’ambiente
interno dagli agenti atmosferici. Lo scopo essenziale delle
coperture è impedire l’insorgere di umidità, quella di opporre
resistenza alle sollecitazioni date dalla neve e dal vento. Il
manto di copertura, che è lo strato esterno delle coperture,
garantisce la tenuta dell’acqua, mentre la struttura portante ha
il compito di sostenere il manto.
Tipi di
copertura In base ai materiali utilizzati per il manto le
coperture sono così raggruppate:
-
Coperture
discontinue Il manto è effettuato con vari materiali che,
grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza,
assicurano la tenuta dell’acqua. Le coperture discontinue
sono a loro volta ripartite in:
-
coperture di tegole in laterizio
-
coperture di tegole in cemento
-
coperture di lastre in fibrocemento
-
coperture di lastre in pietra
-
coperture di lastre di materie plastiche
-
coperture di tegole bituminose
-
coperture di pannelli metallici coibentanti
-
coperture di rame
-
coperture di lamiere grecate di acciaio zincato, rame,
alluminio ecc.
-
Coperture
continue Il manto è attuato con elementi molto ampi
congiunti insieme durante la posa in opera, in modo da
assicurare la tenuta per qualsiasi pendenza. Le coperture
continue sono divise in:
-
coperture impermeabilizzate a freddo
-
coperture impermeabilizzate a caldo
-
coperture impermeabilizzate con membrane sintetiche
-
coperture impermeabilizzate con membrane bituminose.
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| Lattoneria.
(da wickipedia)
La lattoneria è l'attività della lavorazione e messa in opera di
lamiere di varia natura, formati e spessori. Esistono diversi
tipi di materiali impiegati in lattoneria come l'acciaio
inox, il
rame,
la lamiera
zincata, la lamiera preverniciata, l'alluminio
preverniciato, l'alluminio naturale e lo zinco-titanio.
I vari tipi di materiali vengono
comunemente commercializzati sotto forma di rotoli di varie
dimensioni e peso; la larghezza del nastro può variare in base
alle richieste del lattoniere, ma in genere si impiegano delle
larghezze standard cosiddette "sviluppi", ricavati da rotoli (coils)
più grandi con larghezze sottomultiplo di 100, 125 e 150 cm. Lo
sviluppo non è altro che la dimensione in centimetri della
larghezza del nastro, e viene impiegato l'abbreviativo "sv.". Gli sviluppi standard sono
quelli derivati a partire da coil di larghezza 100 e 125cm ed in
alcuni casi 150 e 134cm, In particolare i più utilizzati sono:
25cm 33cm 50cm e le misure americane corrispondenti a grondaie
trafilate da 6 e 7 pollici ovvero 38,1cm e 45cm , sono comunque
disponibili anche le misure Cm 20, 30, 40, 60, 67, 75.
Gli spessori impiegati variano
a secondo del tipo di materiale; più il metallo è malleabile,
più dovrà essere spesso. Ad esempio lo spessore dell'alluminio
che viene generalmente impiegato in lattoneria varia tra gli 8
ed i 12/10 di millimetro (un buon compromesso potrebbe essere il
10/10), mentre l'acciaio inox non supera generalmente i 6/10.
Spessori standard per tipo di materiale:
- Rame: 5/10, 6/10, 8/10
- Acciaio inox qualità AISI
304 finitura 2B: 5/10, 6/10, 8/10
- Lamiera preverniciata su
base zincata 5/10, 6/10, 8/10
- Alluminio naturale e
preverniciato 8/10, 10/10, 12/10
- Lega Zinco-titanio 7/10,
8/10
- Piombo 10/10, 12/10, 15/10
La lamiera viene generalmente
sagomata e piegata mediante l'impiego di piegatrici a bandiera o
pressopiegatrici elettriche, oleodinamiche o manuali nelle
produzioni artigianali. I canali di gronda, le scossaline,
converse ecc.. sono prodotte mediante pressopiegatura. I tubi
pluviali sono prodotti utilizzando la tecnica della profilatura
a rulli. Gli accessori quali gomiti, sostegni, collari
ecc...sono prodotti mediante stampaggio. |
| Accessori.
Tra i vari accessori
sottolineiamo:
Sottocolmi ventilati in
alluminio. Rotolo in alluminio plissettato preverniciato con
vernice PET (Polietilene tereftalato) ad alta resistenza UV con
ai bordi adesivo a base di gomma butilica coperto da pellicola
protettiva.
PROTEGGI
MURETTI. Formidabili dissuasori contro lo stazionamento
e la nidificazione dei volatili su cornicioni, davanzali ed
elementi architettonici di facciata. Sono disponibili nelle
diverse versioni di
co-polimero, policarboinox e acciaio inox.

FERMAPASSERI. Vengono impiegati sotto la fila di
tegole/coppi di gronda per evitare che gli uccelli
possano entrare nel sottotetto e nidificare creando
danni all'isolante oppure ostruendo il passaggio d'aria.
I fermapasseri possono essere:
- in plastica (anche nelle varianti nera e rossa)
- in rame
- in lamiera preverniciata
- areati.
Fermacoppi. La
funzione dei fermacoppi è di fissare la linea dei
coppi di gronda e quelle a seguire per evitare lo
scivolamento. I fermacoppi possono essere in acciaio
ramato o in lamiera preverniciata.
Parafoglie
universale.
Accessorio
indispensabile per bocchettoni in gomma e pluviali
di gronde. Evita con minima spesa l’occlusione dei
tubi a causa di foglie, detriti, ghiaia, nidi, ecc.
I parafoglie sono disponibili in plastica e zincati.
I parafoglie disponibili sono:
-
Parafoglie in plastica da 60 a 135
- Parafoglie zincato da 80 a 120
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| Sicurezza
sulle coperture.
Da Wikipedia,
l'enciclopedia libera.
La linea vita (secondo la norma
UNI EN 795) è un insieme di ancoraggi posti in quota sulle
coperture alla quale si agganciano gli operatori tramite
imbracature e relativi cordini; può essere temporaneo o stabile.
Nel primo caso viene utilizzato per il montaggio di edifici
prefabbricati e successivamente smontato, nel secondo caso viene
installato sulle coperture dei nuovi edifici in modo stabile,
per la loro manutenzione, a seguito di una normativa attualmente
adottata solo da alcune regioni italiane, ma a breve verrà
recepito da tutte le regioni .

(Decreto
legislativo del 9 aprile 2008 , n. 81 - "Attuazione
dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" -
Art. 115 "Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto").
Sul mercato
esistono due tipi di linea vita:
In entrambi i
casi la manutenzione è obbligatoria come per i D.P.I. (
Dispositivi di Protezione uso Individuale ). Per la fornitura e
l'installazione è consigliabile affidarsi a ditte specializzate
e autorizzate del settore. In Italia la Regione Toscana è stata
la prima a obbligare l'installazione di Linee Vita con precise
norme e disposizioni. |
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Attrezzature.
Da Wikipedia,
l'enciclopedia libera.
L'autogru è un
automezzo pesante in grado di provvedere alla movimentazione
di materiali in località dove non è disponibile una
installazione fissa. Spesso, quando montata su
autocarri provvisti di cassone, con un unico
mezzo di trasporto si è in grado anche di trasferire le
merci movimentate e non si chiama più autogru, ma diventa un
allestimento come da norma UNI EN 12999:2003 dove si legge:
« "apparecchi
di sollevamento - gru caricatrici" Gru per autocarro; (gru): Gru
a motore comprendente una colonna, che ruota intorno ad una base
ed un gruppo bracci che è applicato alla sommità della colonna.
La gru è montata di regola su un veicolo (eventualmente su un
rimorchio) ed è progettata per caricare e scaricare il
veicolo. »
Esistono molte
versioni di autogru, la più specifica corrisponde ad un veicolo
gommato a guida singola con un grande e solido braccio
allungabile facente funzione di
gru. Questa conformazione è quella in grado di sollevare i
pesi maggiori e di raggiungere le maggiori altezze. L'autogru
non è destinata a caricare il mezzo sul quale è posizionata; in
questo caso si entra nel campo delle Gru per Autocarro.
Tra i mezzi
classificabili come autogru di maggiore diffusione si possono
annoverare alcuni dei carri attrezzi che effettuano servizi di
soccorso alle
autovetture in difficoltà e successivo traino delle stesse
presso le officine di riparazione.
Anche nel campo
del
trasporto delle merci è usuale la presenza di autocarri con
gru posizionata subito dietro la cabina di guida, usualmente con
portate di sollevamento fino alle 5
tonnellate, in grado di offrire un servizio completo ed
autonomo di carico, trasporto e scarico di materiali. Tale tipo
di servizio è spesso richiesto in occasione di mostre o di
apertura di nuovi cantieri di lavoro.
Naturalmente
tutti i tipi di autogru sono forniti di installazioni di
sicurezza in grado di garantire la movimentazione in tutta
tranquillità. Durante le operazioni di carico e scarico vengono
ad esempio estesi dei bracci stabilizzatori sui lati della gru
per garantire la stabilità del piano di appoggio ed evitare i
rischi di possibile ribaltamento. |
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